Ue: elezione Tajani fa ben sperare per investimenti

Il politico italiano Antonio Tajani è stato eletto ieri, con 351 voti a suo favore (contro i 282 ottenuti dal candidato socialista Gianni Pittella) Presidente del Parlamento Europeo. Una nota di ChinaEu riporta “si ricordano i numerosi traguardi ottenuti da Tajani per la promozione degli interessi dell’ industria e dei consumatori europei”.

 

BRUXELLES – L’associazione ChinaEU “si congratula” con Antonio Tajani per la sua elezione a presidente del Parlamento europeo gli dà “il benvenuto al timone dell’ istituzione che rappresenta 500 milioni di cittadini europei”. E’ scritto in una nota in cui si ricordano “i numerosi traguardi ottenuti da Tajani per la promozione degli interessi dell’ industria e dei consumatori europei” e in particolare che “nel 2012, durante il suo mandato in qualità di vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’industria e l’imprenditorialità, Antonio Tajani ha lanciato una campagna per una nuova rivoluzione industriale, al fine di rinnovare l’industria europea, salvare posti di lavoro nell’industria manifatturiera e promuovere una crescita sostenibile. Gli investitori cinesi hanno svolto un ruolo cruciale per il successo di questa campagna, tra le altre cose investendo in aziende manifatturiere europee come Pirelli o Volvo, e tuttora continuano a contribuire alla digitalizzazione del settore manifatturiero”.

“Tajani – prosegue la nota – ha riconosciuto la crucialità del ruolo della Cina per lo sviluppo economico dell’Europa. Il 2010 lo ha visto lanciare a Pechino il Centro per le piccole e medie imprese dell’Unione europea (EU SME Centre)” che, finanziato dalla Commissione Europea, “aiuta le PMI europee a superare le sfide che queste devono affrontare operando sul mercato cinese, in particolare nelle prime fasi di sviluppo del business”. “Questo ci fa ben sperare – afferma il presidente dell’ Associazione, Luigi Gambardella – che il presidente cinese Xi Jinping possa trovare in Antonio Tajani un alleato nell’adozione del trattato bilaterale d’investimento, attualmente in via di discussione. L’Ue è tra le destinazioni preferite degli investimenti diretti esteri cinesi, pari a 35 miliardi di euro nel 2016. Nel corso degli ultimi decenni, la Cina ha creato più di 2.000 aziende in tutta Europa, che impiegano direttamente più di 74.000 cittadini europei. Una volta adottato, il trattato bilaterale d’investimento dovrebbe incoraggiare in particolare gli investimenti europei in Cina. In cantiere c’è anche l’intenzione di raggiungere un accordo bilaterale di libero scambio che, secondo le stime, aumenterebbe il Pil dell’UE da 250 miliardi di euro”.

Fonte: Ansa.it

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