Alitalia: gli scenari migliori sembrano scartati

Si profilano scenari tutt’altro che sereni per la 70nnale compagnia di bandiera italiana. Esemplare e sintomatica è l’esternazione di Annamaria Furlan segretaria Cisl: “Ora sono spariti grillini, populisti e liberisti; resta la malafede manifestata nei confronti dei lavoratori”.

I tre commissari agiscono soprattutto – anche se non esclusivamente – sul fronte dei costi. E Ryanair …

 

 

 

“Le peggiori previsioni si stanno regolarmente avverando. Esaurito il pathos emozionale ed elettorale, intorno ad Alitalia sono spariti i suggeritori e i dispensatori di soluzioni miracolistiche.

 Il piano salvifico che il segretario del Pd ed ex premier Matteo Renzi aveva promesso di rivelare entro il 15 maggio non si è manifestato; le compagnie straniere che erano state invocate come partner e fortemente interessate ad un’alleanza sono rimaste lontane dalla partita; le forze politiche che chiedevano l’immediato intervento dello Stato hanno riposto i bellicosi propositi sciovinisti contrari alle regole europee. Il segretario della Cisl, la pragmatica Annamaria Furlan che si era spesa a favore dell’accordo bocciato dal referendum tra i dipendenti, ha commentato sconfortata: Alitalia ha così ricevuto l’iniezione di denaro con il prestito-ponte da 600 milioni di euro, che dovrebbe consentire di superare l’estate, ed è nelle mani dei tre commissari che stanno preparando il malato dei cieli al suo incerto futuro: cessione a pezzi dell’azienda, oppure riduzione a compagnia alleata/subordinata di un partner-compratore straniero.

E per fare questo agiscono appunto da commissari, intervenendo sui costi; tra i quali, ovviamente, il taglio degli stipendi: chissà se i piloti rimpiangeranno di aver rifiutato l’8 per cento proposto dal precedente management. Intorno alla compagnia intanto si muovono tutti coloro che sperano di trarre vantaggio da un eventuale futuro definitivo collasso. I principali concorrenti europei hanno cominciato a valutare il dossier Alitalia, soprattutto nell’intento di scoprire i rispettivi intenti, mentre le low cost si sono dette disposte a rilevare le rotte a breve raggio che l’ex compagnia di bandiera dovesse dismettere.

Ryanair in realtà progetta di più: asciugare anche il potenziale rilancio di Alitalia legato ad uno sviluppo dei voli intercontinentali. Il colosso irlandese ha firmato un accordo con la spagnola low cost Air Europa, che opera sul mercato del lungo raggio e che ha base a Madrid. Bisogna allora fare due conti.

Air Europa collega Madrid con 41 destinazioni in America del Nord e del Sud, a cui si aggiungono 5 scali caraibici. Ryanair collega Madrid con Roma Ciampino, Bergamo, Bologna, Napoli, Palermo, Catania, Bari e Pisa. In pratica gli irlandesi si stanno facendo una rete di collegamenti a lungo raggio e un proprio hub, che sarà alimentato anche con passeggeri italiani, con voli di connessione che potrebbero partire da una tariffa di appena 10 euro. Mentre ad Alitalia non resta altro che leccarsi le ferite, Ryanair porta via altro mercato. E l’aeroporto di Madrid ringrazia.”

Fonte: “la Repubblica”

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