Intervista a Giuseppe Incarnato. Strategie 2018

IGI Investimenti Group, gruppo di private equity guidato da Giuseppe Incarnato, presenta la nuova strategia di investimenti per il 2018, che privilegia il settore biomedicale e le aziende che sfrutteranno le possibilità offerte dalle tecnologie dell’Internet of Things e dell’intelligenza artificiale

Con un rendimento annuo del 38% (Year on year 2016/2017) sul capitale investito IGI Investimenti Group si conferma tra i migliori gruppi di private equity industriali operanti in Europa, con total asset investite in partecipazioni in Pmi per oltre un miliardo e mezzo di euro e operatività in Italia, Polonia, Turchia, Albania, Germania, Svizzera e Malta.

In sette anni il gruppo ha totalizzato 226 acquisizioni, con un investimento complessivo lordo di oltre 2,5 miliardi di euro, procedendo con una chiara strategia di concentrazione delle imprese acquisite e generando le attuali otto sub-holding operative transazionali.
A Giuseppe Incarnato, Amministratore Delegato del gruppo, MF Focus ha chiesto quali sono i programmi di investimento di IGI Group per il prossimo futuro.

Domanda. Quale sarà il focus della vostra strategia di investimento nel 2018?

Risposta. Operiamo da oltre sette anni nelle start up dell’Internet Industry ma abbiamo deciso un riposizionamento complessivo della nostra strategia. Riteniamo che la rivoluzione informatica portata dalla rete sia pronta a esplicitare tutti i suoi effetti, per cui è il momento migliore per investire in innovazioni applicative. Il nostro focus quindi restano i settori tradizionali, ma puntando sulle imprese che innovano i loro processi utilizzando le possibilità offerte dalle tecnologie dell’Internet of Things (IoT) e dell’intelligenza artificiale.

In particolare, dopo aver investito quasi un miliardo di euro nell’automotive (16 aziende acquisite nella SPAC specializzata costituita a febbraio 2017) siamo «a caccia dell’unicorno», cioè di chi sta lavorando sull’auto del futuro, che a nostro avviso sarà utilizzata in sharing e avrà la guida assistita. Vediamo grandi spazi per l’applicazione del «pilota automatico», da inserire e disinserire a scelta del guidatore e secondo i percorsi. Pilota automatico che, per quanto riguarda la nostra visione, va reso obbligatorio sui tratti autostradali quanto prima possibile.

D. La ricetta è perciò puntare sull’industria del futuro?

R. Senza avventure futuristiche, stiamo parlando di tecnologia consolidata applicata a nuovi vettori. IGI Investimenti Group come fondo industriale vive su basi solide. Non siamo filosofi del futurismo.

D. Oltre all’automotive quali altri settori vi interessano?

R. Continueremo a investire nelle Tlc perché riteniamo che il carrier network stia per vivere un momento di profonde trasformazioni nei protocolli industriali, che modificheranno il modo di progettare le infrastrutture. Sarà sempre meno centrale l’hardware di base e sempre più importante la trasversalità dei software di gestione machine to machine, con la tecnologia 5G che probabilmente migliorerà sia i modelli industriali che i sistemi di consumo. In questa dimensione abbiamo già programmato l’acquisizione di un grappolo di software house europee che verranno aggregate intorno alla nostra subholding operativa di settore. È in questa divisione che svilupperemo nuovi modelli di “Smart service” in logica IoT.

D. Avete investito anche nel farmaceutico, quale sarà l’impegno nel futuro?

R. In questo settore manterremo i nostri investimenti più importanti, quasi l’80% delle risorse del gruppo, per sostenere progetti industriali connessi alla ingegneria biomedica. Abbiamo investito in una società produttrice di chip sottocutanei in grado di rilevare costantemente la pressione sanguigna e di somministrare vasodilatatori antiinfarto con comando remoto. In sintesi, IGI Investimenti Group continuerà a investire nei settori in cui è già presente con una chiara focalizzazione sui brevetti industriali farmaceutici e di ingegneria biomedica e una significativa presenza nei settori produttivi tessili, cosmetici e Tlc.

D. Come mai nel settore tessile?

R. Gli investimenti nel settore farmaceutico ci impongono di conservare una importante presenza nei reparti industriali del tessile per seguirne l’evoluzione in termini di capacità produttiva, convinti come siamo che per fabbricare una maglietta di fili di rame sarà necessaria una fusione costruttiva tra chi è abituato a fare le magliette e chi è capace di produrre fili di rame sottili come seta.

La nostra visione è che sarà sempre più strategico produrre cose utili ma che siano anche belle: pochi metterebbero una scarpa pesante come uno scafandro per monitorare la salute, mentre nessuno rinuncerebbe a una bella cravatta di lusso che a parità di prezzo sia in grado di segnalare un rischio ictus

D. Le scelte strategiche quali dismissioni prevedono?

R. Completeremo il disimpegno che abbiamo già iniziato all’inizio del 2017 dalle reti distributive tradizionali. Incluso l’e-commerce che non riteniamo più strategico a seguito della monopolizzazione delle infrastrutture da parte dei principali operatori come Amazon e Alibaba. In quel segmento applicheremo il modello C2B (Customer to Business) per cogliere tutte le opportunità dell’e-shopping delle nostre partecipate.

D. Qual è la vostra presenza in Italia?

R. Il portafoglio investimenti di IGI Investimenti Group in Italia rispecchia la value proposition generale, con investimenti in start up di imprenditori a elevato potenziale e visione strategica. In Italia, nelle start up innovative rappresentiamo il 35% del mercato. Nel settore bancario invece, dopo la brutta esperienza del fondo Atlante, saremo pronti a investire solo in banche in grado di fare la differenza, come Banca N26.

D. Chi sono i vostri investitori?

R. C’è un nucleo stabile nella società di gestione delle partecipazioni dirette composto da grandi famiglie imprenditoriali europee, fondi esteri e Sgr, che hanno il controllo giuridico del gruppo. Nucleo che esprime i cinque membri del Comitato di valutazione che decide gli investimenti da effettuare.

Vi sono poi i soci di scopo, che partecipano al livello delle SPAC (società veicolo) che IGI Investimenti Group organizza su obiettivi e programmi di investimento settoriale, con target di aziende che rispondono a una specifica strategia industriale del committente e promotore dell’investimento. Nel corso del 2017 ci siamo dedicati al lancio e sviluppo della SPAC specializzata nell’automotive, abbiamo concluso proprio in questi giorni il piano di investimento. Nel 2018 invece ci dedicheremo al lancio di una SPAC di circa 350 milioni di euro finalizzata ad acquisti nel settore delle nanotecnologie al servizio dell’industria biomedica.

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